Oggi mi è capitata una cosa curiosa, una di quelle quelle cose che puoi davvero dire che ti sono capitate di quelle che potrai raccontare per sempre fino alla morte che sono molto più iinteressanti di quelle che racconterai solo per un breve periodo. bene oggi all'angolo di via isonzo la parallela di casa mia dove tra l'altro si trova la reggia suprema del testimoniato genoese, quindi tendo a considerarlo un posto importante di solito, la mia vita è finalmente cambiata, è accaduto qualcosa! tornavo a casa con le raccomandate appena ritirate in posta dopo una discreta attesa fitta di coalizioni da fila, mi fermo un attimo all'angolo e guardo la pensilina del bus, per un attimo non mi sembra più la stessa, è molto squadrata, e vetrata e sopratutto non riesco a credere che sia li da quando mi sono trasferita e che la uso e la guardo di sfuggita ogni giorno, una struttura così bizzarra. ad un tratto mi sento afferrare per la vita da due manone guantate di pelle e protezioni sulle nocche e posizionata su un sellino di una ducati rossa l'uomo che mi ha afferrato è un centauro in pena regola, riesco a vedere del suo corpo umano solo gli occhi nello spiraglio del casco integrale ma non mi dicono niente. naturalmente sono rimasta seduta su quel sellino incapace di credere che stesse capitando qualcosa del genere a me, con ancora le raccomandate non aperte in mano, prima ripartire mi da in mano dei cataloghi di stoffe e di cotoni felpati leggeri e di cotonina poi monta in sella e parte. parte e forse per la mia impazienza di andarmene mi ero quasi scordata il casco che mi infila con una mossa agile e mi da due colpetti sopra per accettarsi che sia ben inserito,siamo usciti dalla città abbiamo preso un paio di autostrade, poi un altro paio e ci siamo fermati soltanto per fare veloce benzina e io a comprare un estate al limone che il mio centauro non ha voluto. ora sono in un terrazzo di una casa situata su un promontorio che da su un avvallamento che anticipa un altro promontorio su cui è situata un altra casa e via dicendo nelle campagne senesi suppongo, Centauro non si è ancora tolto di dosso la tuta la sua testa anche senza casco risulta un pò simile lo stesso ad un casco, credo sia una di quelle persone nate per essere centauri, e per essere chiamati così.
Mi ha detto con voce provata dalle ore atone di guida " ti ho vista e mi sei piaciuta ora apriremo una grande cappelleria, un negozio di cappelli artigianali, spero che la cotonina a pagina 5 quella con fantasia a fiori di prato ti piaccia, è la stoffa del nostro primo cappello, per la signora .GIF"