neve, per un poco


Scende troppa neve per stare dentro casa, non neve maciullata dalla città, neve candida che preferisce scendere di notte e avere qualche ora in più di candore prima che arrivi il Bisonte Trafficone delle 8 del mattino. 
Come i bambini, non ci si può contenere l'entusiasmo quando la natura si afferma in questo  miracolo, si deve correre e urlacchiare. Bene, sul balcone mi sono portata l'occorrente, per esaltarmi e urlacchiare in digiscrittura per la neve torinese. 
C'è dell'acqua che cade dal cielo con l'aspetto di batuffoli di cotone, che bagna poco, che ti fa il solletico quando ti cade addosso, e quando è molta la si può unire e modellare. Urletti entusiasti tradotti in grammatica. Questa sera mi sento bene a cucire le frasi, sotto la neve. Oh! un fiocchetto è appena arrivato sulla tastiera, fiocchetto! 

Non sono stata soggetta allo schock da luogo. Sto bene appollaiata qua in zona San Paolo nevoso. Allo stesso modo ricordo di essermi sentita bene appollaiata fuori da quel ristorantino della provincia fienosa della Virginia, famoso per gli anelli di cipolla fritti. Era pieno di case di carta quel posto, in effetti tutta quell'America pomposa, coloniale e ottusa attorno al Maryland e a Washington, era fatta quasi solo ed esclusivamente di case di carta. Carta piegata in modo da sembrare spessa storica muratura, ma che con un soffio e avrebbe potuto accartocciarsi. Non ho mai capito come si può credere di essere sicuri in quelle case di carta e intonaco bianco. 
Casa mia a Cumiana, è fatta di pietra, muri spessi 40 centimetri, e c'è un pozzo incastrato nella base. 
Ecco dai, non mi si venga a dire che le differenze non sono dannatamente impressionanti, e si, divertenti. Le differenze sono un pozzo senza fondo a cui attingere, potenziale puro, ci va solo l'attitudine a notarle. In ogni caso sono contenta di non averle particolarmente sofferte, le differenze, ultimamente. Sofferte, non notate. 
Torino mi ha accolta bene, è stata molto delicata con me: giornate calde da Valentino, la neve, la carne di maiale, la scuola fantasma , un forno, brillanti gioie di un verde intenso, tante cose che mi hanno fatto subito accomodare, mi hanno sorriso e mi hanno portato una tazzina di caffè molto zuccherato. Gentilissima Torino. 
Ha già smesso di nevicare, accidentaccio.