Angelino in Agosto
by Unknown
La noia di non avere nessuno intorno, non può dirsi propriamente noia.
Vi sarà capitata una giornata vuota, completamente.
Magari una domenica di agosto, in città.
Guardo dentro, fuori, attorno, a nessuno importa dove poso lo sguardo.
Scenero la sigaretta, mi aggrappo alla tazza del té, che lascia sul bordo calcare annerito; è l'acqua di città. Godere di essere sola sulle pagine, stare percorrendo le righe del foglio, che diventano tempo, spazio e persone.
Angelino non sa esattamente di che sostanza sia fatto il suo addome, è duro e teso, e si trova esattamente nel centro del suo corpo.
Una riserva d'acqua non sembra essere, poichè girandosi a destra e a sinistra non riesce a udire alcun sciacquetio. Cibo, grasso, potrebbe essere certo, anzi la dottoressa preoccupata, già da tempo insiste perchè lui analizzi con attenzione tutto ciò che ingurgita.
Angelino è abbastanza colpito dal doversi portare appresso ovunque questa sorta di magazzino ingombrante.
Si tocca, si palpa, si solleva la maglietta; un cocomero, una zucca, fa anche un rumore sordo se la batti.
Certo non è spuntata in una notte, ma per la prima volta Angelino si indaga realmente sul suo contenuto.
Oltre al cibo, all'aria e all'acqua, qualcos'altro sembra rimescolarsi all'interno.
Angelino, nonostante tutte le cose che nella vita gli sono capitate, sente ancora bene le cose, non si può certo chiamarlo intellettuale, ne considerarlo una persona più profonda della media, ma una cosa è sicura: Angelino è una persona di pancia.
Le cose che sente arrivano dirette dal suo stomaco, talvolta anche dall'intestino. Si rimescola la sua pancia, al suon delle campane del campanile della chiesa vicina che ricordano tanto quelle del suo paese; sente i pugni nello stomaco quando sua figlia gli dice in un soffio che ha deciso di partire; sente quasi fame quando dal balcone vicino si spargono le note di un pianoforte che viene esercitato, come fossero le mani inesperte della sua prima fidanzata.
Angelino si accarezza la pancia piena di emozioni, seduto sul piccolo balcone di città, poi comincia a far vagare il pensiero verso spazi indefiniti, guarda le finestre, nella mia stessa domenica di fine agosto.
