Archive for febbraio 2010

14 febbraio, Leidseplein

Hallucinere 
Vagare   
nella  
mente,
nero, 
black out.
 D'improvviso, non sono più niente. Non esisto che da pochi istanti, non sono fatta di nessun ricordo, perchè ricordi non ne ho. Sono quello che nasce ora, e sono fievole comprensione di immortalità. Compassionevole coscienza dei limiti umani.  Sono il mal di testa che mi spacca i pensieri a pezzi, sono il fumo negli occhi che mi rende inutile la vista, sono il mio autoinganno e anche il mio smascheramento. Ed è il cervello incapace di capire, terrorizzato. I vuoti e i pieni combattono in battaglie di dolore, di mancanze e eccedenze. 
Cerco gli occhi a cui aggrapparmi per risalire, ormai perduto il contatto con l'esterno. Trasalire, e scivolarsi addosso.

sagittario
"I viaggi e l'estero portano fortuna."


Con la luna in pesci

Sposterei i mobili ingombranti
per arredare, la mia testa, solo di libri alle pareti
e vivere solo di me, nutrendomi di me stessa,
come fanno i poeti.
E' l'esterno il mio turbamento,
ho sempre trovato incredibile come il terreno riesca a coprire i miei pensieri, palate di realtà crollano sopra ad essi, sotterrandoli, eliminando anche in me la coscienza della loro spontanea nascita, stroncata così brutalmente, e sotto la terra, ne rimangono solo aloni sporchi.
I miei pensieri sono fiori troppo deboli per sopravvivere alle intemperie.
E questo è il mio diario di fiori candidi,
che ho fatto in tempo a trascrivere,
e resteranno, come violette fatte seccare in aprile,
attaccati alle pagine.
La freschezza della prima intuizione sbiadirà ma essi conserveranno i profumi e i colori e i ricordi della loro pulita bellezza originale; e ogni qualvolta che occhi ne scorreranno le righe tornerà a scorrere veritiera linfa insieme all'inchiostro.
Sono grata al mio letto, alle mie coperte, grata del calore e dell'attenzione che mi hanno riservato 
in questa giornata dove sono solo le pagine a scandire il mio tempo, ed è l'ozio a pacificare il mio cuore.
Vivere. Ma vivere con quale scopo in un mondo il cui significato è tanto incerto, celato e nascosto? Un mondo che confonde. Non è forse più facile rifugiarsi nell'arte?  L'arte come scintilla tradotta nel tangibile. L'arte il mio sicuro eremo, di bellezza lancinante. Posso quindi spiegare come per me sia più facile vivere lontana, senza affannarsi troppo, il mio posto, alla fine, è un altro.
Ma mio malgrado, è la solitudine portata dall'incomprensione, la mia delusione più grande.

liquida comprensione

In quell'attimo di silenzio subacqueo quando
gli iridi cominciano a gocciolare i loro colori cauti,
le guance si rigano
mi si macchiano le labbra di more azzurre.

Gocce e rigagnoli che colano giù per le mie braccia abbandonate 
sui fianchi dove scivolano, veloci;
dondolano un po' sui polsi, e si lasciano cadere
sulla mia pancia, ora come una pozzanghera.
E poi andar a sciogliersi sulle mie gambe, fino alle caviglie, 
in una grande pozza, colori sciolti.
La mia pelle come un arido deserto da dissetare.
Passare attraverso la cascata della mia comprensione,
oltre la quale le ciglia mi annacquano la vista,
e il mondo cola, graziosamente.
Mi curo di diluire la realtà perchè pura, non riesco a leggerla.