Con la luna in pesci
by Unknown
Sposterei i mobili ingombranti
per arredare, la mia testa, solo di libri alle pareti
e vivere solo di me, nutrendomi di me stessa,
come fanno i poeti.
E' l'esterno il mio turbamento,
ho sempre trovato incredibile come il terreno riesca a coprire i miei pensieri, palate di realtà crollano sopra ad essi, sotterrandoli, eliminando anche in me la coscienza della loro spontanea nascita, stroncata così brutalmente, e sotto la terra, ne rimangono solo aloni sporchi.
I miei pensieri sono fiori troppo deboli per sopravvivere alle intemperie.
E questo è il mio diario di fiori candidi,
che ho fatto in tempo a trascrivere,
e resteranno, come violette fatte seccare in aprile,
attaccati alle pagine.
La freschezza della prima intuizione sbiadirà ma essi conserveranno i profumi e i colori e i ricordi della loro pulita bellezza originale; e ogni qualvolta che occhi ne scorreranno le righe tornerà a scorrere veritiera linfa insieme all'inchiostro.
Sono grata al mio letto, alle mie coperte, grata del calore e dell'attenzione che mi hanno riservato
in questa giornata dove sono solo le pagine a scandire il mio tempo, ed è l'ozio a pacificare il mio cuore.
Vivere. Ma vivere con quale scopo in un mondo il cui significato è tanto incerto, celato e nascosto? Un mondo che confonde. Non è forse più facile rifugiarsi nell'arte? L'arte come scintilla tradotta nel tangibile. L'arte il mio sicuro eremo, di bellezza lancinante. Posso quindi spiegare come per me sia più facile vivere lontana, senza affannarsi troppo, il mio posto, alla fine, è un altro.
Ma mio malgrado, è la solitudine portata dall'incomprensione, la mia delusione più grande.
Con la solitudine ho imparato a giocare, mi fa compagnia piu di quanti ci sia, a volte mi sta stretta perche continua a barare, crede di vincere sempre lasciandosi ingannare..
RispondiEliminaCiao Eli