very good people
by Unknown
(i contrasti di una piena città vuota e di un rigoglioso desertico paese).
Cammino per strada ogni giorno guardo vite che non condividerò mai, il mio ruolo risulta poi essere quello di una sorta di "spia" sociale particolarmente dedita al suo lavoro. Sento risuonare le parole "fatti i cazzi tuoi" ad ogni angolo della strada e in ogni sguardo truce delle persone, ammetto anche insieme agli sguardi truci ogni tanto riesci a campionare anche qualche sguardo di curiosità, anche gli sguardi simpatici capitano a volte. Le differenze sociali, etniche ma anche le differenze umane si ritrovano negli alloggi cittadini impilati uno sopra l'altro e poi ammassati attorno ad altri preesistenti, sembrano aver trovato come facile espediente di convivenza la soluzione della proprietà privata di luoghi e di pensieri, la chiusura al dialogo, semplicemente la distanza, detto questo posso solo farmi i castelli in aria sui meccanismi sociali torinesi. In ogni caso la solitudine degli estranei da sensazioni di libertà, amo lanciarmi dal pianerottolo(l'ubisolu?) di casa mia, la mattina, e sapere che per strada le persone che ci troverò amano ignorarmi, mi lancio in un mare di brulicanti vite mattiniere che si scostano, ti sorpassano, ti passano sopra per non incontrarti (vedi i comportamenti delle persone che camminano sui marciapiedi) sei sicuro e saldo nel tuo stretto anonimato. Parlare poco porta un pensare tanto, ed è vero, in città le idee sembra quasi di vederle svolacchiare nell'aria sopra le teste, da li spuntano girano rimescolano si disperdono nell'etere comune per inseminare altri cervelli. Mi piace il cervello, lo ammiro tantissimo, potente, e amo le sue capacità plastiche di dilatazione, ma quando mi trovo in una foresta di menti incolte e adagiate sugli istinti, questi mi riescono ad affascinare tanto come tutti i cervelli giardini zoologici bellissimi e giganti in cui amo passeggiare solitamente.
direi che hai "dipinto" piuttosto bene il brulicare taciturno e pensoso di torino.
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