istanbul 3

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van gogh. 
sono nel suo regno di gesti, lui non dipinge ma tocca, se tu dovessi toccare tutto quello che vedi, i tetti, gli alberi, le foreste, lo faresti con un movimento di dita equivalente alla sua pennellata sulla tela, dipingere come toccare quindi sfiorare e sentirne la consistenza, il colore è quindi tangibile alla stessa maniera della forma e della superficie.

Potrebbe essere cieco perchè lui è il pittore che ha reso che si è liberato dalla schiavitù della vista per ricondurlo a un unione dei sensi. Il cielo così dipinto potrebbe essere il movimento che una mano compie per riempirlo ma anche la traduzione visiva dei suoni che lo intercorrono. 
Van gogh potrebbe dipingere Istanbul e trarne perfetta traduzione, Istanbul è grossolana e mi ricorda "la guingette" nulla di parigino ovviamente, ma forti contrasti di colori chiari e scuri, pastosi palazzi contro limpidi cieli, tutto è rumore e si traduce in forma, i visi sono incredibili, trovo tutto molto puro. Il museè d'orsay mi ha aiutato a capire meglio. :)

Io non so far nulla per comunicare, o registrare, o riprodurre questo posto, non saprei come fare, la mia visione non riesco a comunicartela bene, e me ne rammarico...ecco.