pensieroni tra istanti impegnanti

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Mi chiedevo, come l'essere umano medio occidentale, riesca a barcamenarsi tra la vita interna e quella esterna. Se è giusto imbottirsi la vita di impegni, di progetti lavorativi, di aspirazioni sociali e impegni a cui adempiere, per inseguire il ruolo sociale tanto agognato. Non si perde di vista ciò che è il pieno potenziale di una giornata intera? poi si dorme e il giorno dopo è comunque un'altra storia.  

La separazione è difficile da combattere, separazione tra dentro e fuori, tra pensiero e azione, tra soggettivo e oggettivo. Ma vivendo nell'integrità dell'istante, muovendoci nella stessa piattaforma di azione consapevoli del nostro stesso movimento, forse si può combattere questo senso di inutilità che a me attanaglia tanto spesso. 
E' il respiro che prima di tutto collega me e la realtà, dentro e fuori, dentro e fuori. Agire e agire con il pensiero e con il corpo, integri. Se penso, tutto in me pensa, se danzo, tutto in me danza. E la vita diventa utile, piena, nell'istante consapevole, in nient'altro.