Sul prato degli imbarchini, a parlare con Picasso.

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Sono piena di quaderni scritti per poche pagine, in effetti credo che la cartoleria nuova sia una delle grandi gioie della mia vita. Da piccola avevo l'ambizione di scrivere un diario, credo abbia tentano di tenerne uno per una buona decina di quaderni, qualche pagina e poi il vuoto..Ma da piccoli non si capisce niente, io ad esempio odiavo il mais e mai nella mia vita mi sono poi ricreduta tanto! 
Alla fine solo ai bambini è concesso di capire le cose a loro modo, è una cosa che il mondo riconosce all'infanzia, forse anche alla pazzia in effetti. Ma a pensarci bene quello che i bambini vedono è tremendamente più oggettivo di quello che vedono gli adulti: un bambino vede le cose per la prima volta e ha l'opportunità di ricordarsene attribuendogli una valenza personale. Un adulto tutto ciò che ha visto lo ha già rivestito di ricordi, di odori, di sensazioni, di significati soggettivi insomma.
 E se hai già ricoperto ogni cosa di significati soggettivi cosa ti rimane del mondo reale? solo vecchie sensazioni impossibili da  dimenticare, per cui ogni cosa è ricordo, ogni cosa diventa insopportabile.
E finiamo a vivere in posti che vediamo solo noi.
Persi nelle valenze soggettive.
Sul prato degli imbarchini, a parlare con Picasso.